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English Breakfast Experience

Vi è mai capitato di passeggiare per le strade londinesi ed essere avvolti da un effluvio di odori che inebriano le vostre papille gustative? Immaginate di arrivare a scuola una mattina qualunque e trovare sui banchi una cucina allestita dall’insegnante d’ inglese per preparare e gustare una English breakfast. Tutto questo ad Oltrescuola è possibile!
Il nostro metodo implica il coinvolgimento esperienziale come presupposto necessario al processo di apprendimento, questo metodo abbraccia anche lo studio delle lingue straniere.
Lo studio di una lingua straniera non può prescindere dalla cultura, dagli usi, dai costumi di coloro che la parlano. Ma non solo: sapori, odori e colori restituiscono la vera essenza che soggiace allo strumento linguistico. È per questo motivo che l’insegnate ha organizzato una vera English Breakfast Experience: i ragazzi prima hanno studiato il lessico inerente a questo tipo di esperienza e di contesto linguistico, poi hanno preparato insieme tutti gli alimenti che costituiscono questo tipico piatto inglese: fagioli, funghi, salsiccia, bacon, toast e uova strapazzate…alla fine hanno gustato la loro English breakfast! In seguito, tutti i ragazzi hanno commentato e descritto in lingua inglese la loro esperienza. Una mattinata unica per loro! Hanno assaporato un po’ d’Inghilterra senza muoversi da scuola!

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Learn by having fun!

La lingua inglese ad OltreScuola, si basa principalmente sul costante dialogo e sull’approccio ludico per favorire in primis la comprensione e in seguito l’acquisizione di un ricco bagaglio lessicale dal quale partire per strutturare frasi ed intraprendere conversazioni.
Dalla costante osservazione dei bambini esposti alla seconda lingua nella nostra scuola, abbiamo notato come realmente, i bambini, non mostrano alcuna difficoltà nell’acquisizione della lingua inglese risultando spontanei, intuitivi e sicuri nell’interagire simultaneamente in lingua inglese, come chiaramente visibile nel video dove i bambini hanno messo in scena un giallo da risolvere. L’idea è partita proprio da loro prendendo spunto dalla lettura in inglese di un giallo da risolvere, che l’insegnante aveva assegnato.
Il procedimento che adottiamo per l’acquisizione della seconda lingua è completamente inverso rispetto a quello che comunemente viene proposto nelle scuole.
Seguiamo lo stesso processo di acquisizione della prima lingua rispettando la sequenzialità che prevede prima di tutto la capacità di comprendere e saper parlare poi arriva il saper leggere e scrivere.
Quindi, nel momento in cui il bambino comprende, parla, legge e scrive, vuol dire che sta cominciando anche a pensare in inglese.
Dopo tutto questo si arriva, anche per deduzione, all’approfondimento linguistico grammaticale.

Pedagogista, Rosalba Bratta

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Approccio alla statistica

Il temine statistica, deriva dalla parola italiana Stato, per indicare una raccolta d’informazioni organizzate e gestite dallo Stato.
Questo è un fenomeno che ha origini antichissime, basti pensare ai censimenti organizzati dai romani per scopi anagrafici, commerciali, fiscali.
In tempi moderni le indagini statistiche non sono utilizzate solo dagli Stati per stabilire PIL, tasso di disoccupazione, ma anche in ambito pubblicitario, sociologico, pedagogico e così via.
Dietro un’indagine statistica di qualsiasi tipo c’è un problema e la necessità di conoscere, capire, valutare, prevedere. Da questo tipo di necessità è nata l’idea di condurre una vera e propria indagine statistica qui ad Oltrescuola, al fine di avvicinare i ragazzi al linguaggio scientifico ed un po’ ostico, proprio di questa disciplina.
Tale progetto è in linea con la nostra metodologia: i ragazzi apprendono attraverso l’esperienza diretta, l’unica capace di suscitare emozioni positive che lasciano tracce nella memoria; piuttosto che definizioni rigide e astratte e lezioni frontali. Attraverso un brainstorming i ragazzi della classe II e III media, hanno proposto idee utili ad apportare vantaggi alla loro scuola.
La strategia didattica è stata quella di dividerli in due gruppi affinché tutti potessero fare esperienza diretta dell’indagine statistica; ossia i ragazzi hanno prima trovato l’oggetto della loro indagine, poi hanno intervistato tutti gli studenti di Oltrescuola ,attraverso un questionario, realizzato da loro ed alla fine hanno raccolto ed analizzato i dati, calcolando la frequenza assoluta, la frequenza relativa, la media aritmetica, la moda, la mediana, la percentuale e la proporzione.
In seguito hanno scelto un grafico (scelta non facile tra tanti) per rendere chiaro il risultato del loro studio.
Il primo gruppo composto da Marisol, Lara, Giancarlo, Claudio e Giacomo, ha scelto di condurre un’indagine per permettere una scelta più mirata dei prossimi libri, che andranno ad aggiungersi ai numerosi che già abbiamo in libreria, infatti l’indagine serve a capire quali sono i generi letterari più amati dagli studenti che frequentano Oltrescuola (grafico1).
Il secondo gruppo, composto da Adriana, Naike, Camilla, Giandomenico e Vittoriano, ha scelto di condurre un’indagine statistica sulla materia scolastica più amata dagli studenti di Oltrescuola, al fine di aiutare i docenti a migliorare il loro approccio nelle materie meno votate. Dall’indagine è emerso, come risulta evidente dall’immagine dei grafici, che la materia preferita qui ad Oltrescuola è la matematica, quindi adotteremo le stesse strategie ludico-esperienziali usate per la matematica anche per le altre materie (grafico 2).
Mentre il genere letterario preferito dai nostri piccoli lettori è l’avventura, quindi per Natale faremo incetta di meravigliosi libri d’avventura!!

GRAFICO 1
GRAFICO 2

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Scrivere è una scoperta

Ma quando lo capiranno i genitori che saper leggere e scrivere a 5 anni non è sinonimo di intelligenza?
Quando capiranno che la scuola non è soltanto saper leggere e scrivere?
Magari i bambini sanno scrivere parole e contare fino a 100, ma dormono ancora nel lettone e non sanno vestirsi e lavarsi da soli. Hanno mille paure e tante insicurezze. Io mi preoccuperei più di questo!
Scrivere non vuol dire riempire pagine di lettere, cornicette, aste e cerchietti, ma dare la possibilità ai bambini di fare libera esperienza di grafismo su pagine che diano la possibilità di spaziare e creare la lettera, la sillaba, la parola, la frase.
L’esperienza tattile ha una sua funzione, ossia quella di favorire la conoscenza della lettera attraverso manipolazione delle lettere fatte di materiali diversi. Il bambino giocando con le lettere si diverte a creare parole, inizialmente senza senso, che rileggendole insieme all’insegnante suscitano risate e voglia di riprovare. Ed in questo riprovare, in questi tentativi ed errori che i bambini scoprono la parola.

Questa scoperta avviene dopo un gigantesco viaggio intellettuale, una sorta di pietra filosofale che trasforma il segno grafico in significato carico di emozioni: la parola scritta!
La scrittura, quindi, è un processo di scoperta che avviene attraverso il pensare e l’agire, se non diamo autonomia in questo senso, la scrittura sarà un riduttivo segno privo di un’anima e di un sentimento tracciato su un foglio bianco.
Rosalba Bratta

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Dal bisogno alla motivazione

Con OltreScuola ha vinto la perseveranza e la determinazione di volere creare una scuola che, in una società che sta cambiando molto velocemente, si allinei al percorso di sviluppo dei bambini, che cambia con la stessa rapidità. L’obiettivo principale della nostra scuola è quello di creare generazioni capaci di fare cose nuove e non semplicemente ripetere quello che nel tempo si è sempre fatto.
Alla base di tutto c’è la capacità e la voglia, da parte nostra, di mantenere viva la curiosità dei bambini seguendo i loro bisogni affinché da questi si possa costruire la motivazione a voler apprendere.
Allora, cosa abbiamo fatto? Abbiamo smesso di vedere la scuola dal punto di vista degli insegnanti e abbiamo cercato il punto di vista dei bambini scoprendo una prospettiva completamente diversa!
Prima di parlare di apprendimento, i bambini vorrebbero che gli insegnanti li riconoscessero come persone con dei bisogni fondamentali che cambiano in base alla loro età ed esperienza.
Partendo dall’infanzia con i bisogni primari per arrivare all’adolescenza con il bisogno di autorealizzazione inserito in un contesto di dinamiche relazionali.
Stiamo parlando di un percorso di crescita personale di fronte al quale gli insegnanti non dovrebbero farsi trovare impreparati, un percorso che inizia con la conquista dell’autonomia, il “saper fare da soli”, fino ad arrivare allo sviluppo della sicurezza in se stessi e nelle proprie capacità: l’autostima.
OltreScuola va oltre la lezione frontale, la smonta ed applica in aula la didattica del “fare” costruendo la motivazione, mantenendo viva la curiosità e l’entusiasmo al voler apprendere. Si studia e si lavora bene in classe con una metodologia ludico-cognitiva, non diamo compiti a casa semplicemente per dare il tempo e la possibilità di fare altro.
Mettiamo al centro del processo educativo il bambino, le sue passioni, la sua intelligenza e i risultati sono straordinari!!!!
Rosalba Bratta

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Riaprire la scuola si può, si deve fare!

I maggiori pediatri italiani , in diverse occasioni, hanno spiegato bene che i bambini si ammalano poco, e quando lo fanno le manifestazioni cliniche sono lievi. Continuano a ribadire che il rischio di contagio per e da parte dei bambini è molto basso, mentre risulta altissimo il rischio di compromissione di aspetti cogniti, emotivi e relazionali se lasciati a casa.
Come pedagogista condivido e confermo quanto affermano i pediatri e non riesco a capire il motivo dell’accanimento alle mascherine e al distanziamento ancora previsto nella riapertura delle scuole a settembre.
Mentre la maggior parte dei ragazzi ha festeggiato la fine della didattica a distanza, OltreScuola ha voluto fortemente riaprire le aule ai ragazzi per darci la possibilità di ritrovarci e ristabilire i legami affettivi e relazionali e ridare, ai ragazzi, un equilibrio psicologico favorevole anche ai processi cognitivi.
Nessuno si sta preoccupando di loro, ma questa non è una novità, la scuola italiana non si è mai spinta oltre il semplice portare a termine i programmi. Anche con la didattica a distanza ha fallito, ha utilizzato la stessa metodologia: assegnare compiti, sembra che non sappia fare altro.
Penso che i ragazzi meritino maggiore attenzione, noi adulti, insegnanti, educatori, abbiamo il dovere di tutelare il loro benessere e per farlo dovremmo ascoltare e soddisfare i loro bisogni. In questo momento, più che mai , i ragazzi hanno bisogno di socialità, di stare insieme e condividere esperienze che favoriscono la conoscenza di se stessi e del mondo.
OltreScuola ha riaperto a giugno e riaprirà il nuovo anno scolastico il 7 settembre con un solo obiettivo, quello di dare ai ragazzi la libertà di imparare immersi in un contesto in cui si sentano motivati, valorizzati ed ascoltati nei loro bisogni, uno tra tutti, sentirsi amati per quello che sono!
Ci rivediamo a settembre!!!!

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La scuola ai tempi del coronavirus

Da quando ci hanno detto “state a casa” gli insegnanti hanno cominciato a preoccuparsi del programma organizzando lezioni online e ad assegnare valanghe di compiti ai ragazzi mentre i genitori hanno cominciato ad agitarsi nel vederli fare fatica nello svolgerli in autonomia

Penso che tutto questo non serve a niente!

Forse non ci rendiamo conto che, con questa esperienza, i ragazzi stanno imparando molto più che da sterili compiti mnemonici e valutativi.

Stanno imparando ad affrontare l’imprevisto

Stanno imparando a rinunciare alla libertà

Stanno imparando a rinunciare agli incontri con gli amici

Stanno imparando a vivere la casa

Stanno imparando a gestire l’angoscia

Stanno imparando che la salute è un bene prezioso

Stanno imparando il valore dell’attesa

Stanno imparando il sacrificio per un bene comune

Credo che tutti questi insegnamenti di vita che stiamo vivendo vadano oltre le sterili 30 pagine da studiare e da ripetere a memoria, perché lo studio fatto in questo modo lo dimenticheranno, mentre l’esperienza del coronavirus rimarrà per sempre nella loro memoria!

Andrà tutto bene!

Pedagogista, Rosalba Bratta

17 marzo 2020

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La scuola che cambia

Nulla è cambiato da quando esiste la scuola pubblica, si aggiunge soltanto la mole di compiti da fare a casa dopo essere stati 5 ore seduti ad ascoltare passivamente una lezione frontale senza avere la possibilità ed il tempo di fare esperienza sull’argomento e ancor meno avere la possibilità o libertà di esprimere il proprio pensiero.

Lo scenario della scuola di oggi è lo stesso di quello emanato dalla riforma Gentile nel 1923. I banchi, una cattedra e il maestro che parla.

È questa la didattica giusta per l’apprendimento?

Mentre la scuola è rimasta ferma, le neuroscienze sono andate avanti e ci dicono che il modello della lezione tradizionale è sbagliato! L’apprendimento, quello profondo non si fa così perché il cervello non è un contenitore vuoto da riempire di nozioni. Nasciamo con abilità che ci permettono di trarre vantaggio da ciò che facciamo piuttosto che da ciò che ascoltiamo. Anche le scienze pedagogiche ci dicono che non possiamo tenere i ragazzi inchiodati ai banchi per ore ed ore ad ascoltare passivamente una lezione senza accendere la passione e dare una spinta motivazionale, così si impara davvero poco!

OltreScuola va oltre la lezione frontale, la smonta ed applica in aula la didattica del “fare” costruendo la motivazione, mantenendo viva la curiosità e l’entusiasmo al voler apprendere. Si studia e si lavora bene in classe con una metodologia ludico-cognitiva, non diamo compiti a casa per dare il tempo di fare altro.

Mettiamo al centro del processo educativo il ragazzo, le sue passioni, la sua intelligenza e i risultati sono straordinari!

https://www.facebook.com/PresaDiretta.Rai/videos/1063954914003791/

https://www.raiplay.it/video/2020/02/cambiamo-la-scuola—presadiretta-28022020-ad4dde4d-0c40-4030-9dae-db67e8069e6e.html

2 marzo 2020

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