istruzione parentale

Non è la scuola ad essere obbligatoria, ma l’Istruzione!
In Italia, come in altri Paesi, l’assolvimento dell’obbligo di istruzione po’ avvenire tramite l’Istruzione Parentale.

Cosa dice la Costituzione
Le famiglie che decidono di istruire i propri figli, lo fanno in totale legalità grazie agli articoli 30 e 34 della Costituzione Italiana che recitano: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti” e “l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita” da questo si evince ce è l’istruzione ad essere obbligatoria, ma non la scuola.
Inoltre, l’Istruzione Parentale po’ coprire tutto il percorso di studi, dalla scuola primaria fino al termine delle scuole superiori.

Cosa dice il MIUR
Il decreto legislativo n. 62/2017, recante norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, dedica l’articolo 23 all’Istruzione Parentale, espressione con cui si intende la scelta dei genitori di adempiere direttamente all’obbligo d’istruzione dei figli.
“In caso di Istruzione Parentale, i genitori dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Tali alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.”

Cosa dice l’ANS, Anagrafe Nazionale degli Studenti
Bisogna risalire all’anno 2005 nel corso del quale il Ministero dell’Istruzione emana il Decreto Legislativo 76: viene istituita per la prima volta in Italia l’Anagrafe Nazionale degli Studenti (ANS), accorpando i dati raccolti dai sistemi di anagrafe regionali e comunali preesistenti. Obiettivo di tale strumento telematico è “il trattamento dei dati sui percorsi scolastici, formativi e in apprendistato dei singoli studenti a partire dal primo anno della scuola primaria, avvalendosi delle dotazioni umane e strumentali del medesimo Ministero”.
Nel 2010 il Decreto Ministeriale attuativo n.74, che si riferisce al succitato 76/2005 tiene a precisare che nell’ANS vanno inseriti anche i dati di chi si avvale dell’istruzione parentale. specificando che tali dati vanno inseriti solo dalle istituzioni scolastiche appartenenti al sistema nazionale di istruzione, le quali posseggono le credenziali di accesso.
Nel settembre 2017, viene emanato il DM 692 a cui viene allegato un dettagliato documento tecnico che richiama alla possibilità di inserire lo stato di “istruzione parentale” tra i dati relativi allo studente considerato. Nel rispetto della normativa le segreterie scolastiche sono tenute obbligatoriamente ad inserire i dati richiesti dal documento tecnico, abbinando il codice meccanografico della scuola ai dati dello studente.
Da parte delle segreterie questo passaggio è spesso equiparato impropriamente ad un’iscrizione scolastica, quando in realtà i genitori che si avvalgono dell’istruzione parentale non sono tenuti ad iscrivere il loro figlio, ma solo a consegnare opportuna dichiarazione di possedere i requisiti tecnici ed economici per svolgere tale diritto sancito dalla Costituzione. Tra l’altro la circolare ministeriale relativa alle iscrizioni lo ricorda ogni anno ai Dirigenti Scolastici e al personale di Segreteria.

Cosa fanno i genitore
I genitori, che decidono di ricorrere all’Istruzione Parentale, hanno il compito di comunicare, ogni anno, al dirigente della scuola vigilante del territorio di residenza la propria scelta e che i figli sosterranno annualmente l’esame id idoneità per il passaggio alla classe successiva.
Riassumendo, i genitori:
• Dimostrare di avere competenze necessarie o comunque di essere in grado di sostenere gli oneri economici che comporta l’affido del compito di istruire ad altre strutture.
• Dichiarare annualmente al Dirigente Scolastico del territorio la loro capacità tecnica ed economica
• Devono far sostenere ogni anno l’esame di idoneità alla classe successiva in una Scuola Statale o Privata Parificata