
Ma quando lo capiranno i genitori che saper leggere e scrivere a 5 anni non è sinonimo di intelligenza?
Quando capiranno che la scuola non è soltanto saper leggere e scrivere?
Magari i bambini sanno scrivere parole e contare fino a 100, ma dormono ancora nel lettone e non sanno vestirsi e lavarsi da soli. Hanno mille paure e tante insicurezze. Io mi preoccuperei più di questo!
Scrivere non vuol dire riempire pagine di lettere, cornicette, aste e cerchietti, ma dare la possibilità ai bambini di fare libera esperienza di grafismo su pagine che diano la possibilità di spaziare e creare la lettera, la sillaba, la parola, la frase.
L’esperienza tattile ha una sua funzione, ossia quella di favorire la conoscenza della lettera attraverso manipolazione delle lettere fatte di materiali diversi. Il bambino giocando con le lettere si diverte a creare parole, inizialmente senza senso, che rileggendole insieme all’insegnante suscitano risate e voglia di riprovare. Ed in questo riprovare, in questi tentativi ed errori che i bambini scoprono la parola.

Questa scoperta avviene dopo un gigantesco viaggio intellettuale, una sorta di pietra filosofale che trasforma il segno grafico in significato carico di emozioni: la parola scritta!
La scrittura, quindi, è un processo di scoperta che avviene attraverso il pensare e l’agire, se non diamo autonomia in questo senso, la scrittura sarà un riduttivo segno privo di un’anima e di un sentimento tracciato su un foglio bianco.
Rosalba Bratta