Ormai siamo tutti BES, DSA, ADHD

_ Gen 15, 2026

Quando la scuola era scuola di vita, quando era lenta, quando rispettava i tempi dei bambini, quando aiutava e non giudicava, i bambini terminavano il percorso scolastico con risultati, chi più chi meno, positivi.

Quando a scuola non c’era l’aspettativa del voto più alto, non c’era la gara a chi finiva prima il programma, non c’erano tanti insegnanti in ogni classe, non c’era l’invadenza del genitore, i bambini erano protagonisti del loro apprendimento.

Quando a casa i genitori erano presenti, quando non programmavano la vita dei figli con mille attività, quando non c’erano gli schermi ad intrattenere i figli, quando la noia era concessa, quando si cenava tutti insieme, i bambini avevano il senso di appartenenza e di base sicura.

Oggi, di fronte alle diverse difficoltà, a volte anche fisiologiche, che i bambini incontrano nel loro processo di crescita, la famiglia e la scuola hanno la tendenza a psicoanalizzarli piuttosto che andare ad indagare la gestione educativa per essere supportati adeguatamente, e gli insegnanti riconoscere le loro difficoltà per essere formati professionalmente.

Mi chiedo come possono le diagnosi aver avuto un’impennata così straordinaria.

E se la diagnosi fosse errata o impropria, o di “comodo”?

Pedagogista Rosalba Bratta

Per filippo