Mese: Dicembre 2025

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Open Day – Prima Elementare OltreScuola

Scegliere la scuola: un atto di consapevolezza

📅 Sabato 17 gennaio 2026 – ore 10.00
📍OltreScuola – via Martiri delle Foibe, 1 – Putignano (Ba)

Scegliere la scuola per i propri figli richiede un atto consapevole e responsabile che influenzerà in modo significativo il loro percorso di crescita. Per questo abbiamo deciso di organizzare un secondo Open Day, pensato come momento di confronto e restituzione.

Sarà una mattinata insieme a Rosalba Bratta, fondatrice di OltreScuola, dedicata a chi desidera chiarire gli ultimi dubbi, approfondire alcuni aspetti del nostro progetto educativo pedagogico o semplicemente non ha potuto partecipare alla precedente data.

Sempre più genitori scelgono la nostra realtà perché non cercano solo un bravo insegnante, ma un insegnante con un’alta formazione pedagogica. Una figura capace di riconoscere i bisogni dei bambini per accompagnarli e sostenerli nel loro percorso quotidiano.
Ecco cosa approfondiremo insieme:

La nostra visione pedagogica

La nostra didattica

Il metodo “cognitivo emozionale”

Presentazione degli insegnanti

Il calendario scolastico

Supporto alla genitorialità

Gli ambienti scolastici e i nostri materiali

Testimonianze delle famiglie che stanno vivendo OltreScuola

I costi e le informazioni organizzative

L’Open Day del 17 gennaio sarà un’occasione per guardare, ascoltare, confrontare e scegliere con maggiore consapevolezza la scuola che più rispecchia la vostra visione educativa.

Come partecipare

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati.
👉 Per confermare: WhatsApp 346 8285946
👉 Oppure scrivi a info@oltrescuola.it

Vi aspettiamo per raccontarvi chi siamo e come lavoriamo ogni giorno con i bambini.

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Perché è importante parlare di affettività e sessualità sin dalla scuola primaria

Vorrei scrivere una lettera al Ministro Valditara per spiegare quanto sia importante affrontare con serietà e competenza i temi legati all’affettività e alla sessualità sin dalla scuola primaria.
Parlarne non è solo un fatto naturale, ma anche culturale: riguarda la possibilità di apprendere, di costruire consapevolezza, di ricevere informazioni corrette. Ed è proprio per questo che la scuola non può sottrarsi.

Molto spesso, di fronte a questi argomenti, gli adulti scelgono il silenzio.
Un silenzio che però non protegge: crea tabù, genera censure, rallenta e condiziona negativamente i processi di crescita.
Quando il mondo adulto tace, a parlare sono i social. E i social, oggi, rappresentano un ecosistema che troppo spesso trasmette contenuti distorti, superficiali, sbagliati e talvolta inquietanti.

Parlare di sessualità in modo sereno e adeguato all’età consente agli adulti — insegnanti e genitori — di aiutare i bambini e i ragazzi a integrare questo tema nel loro progetto di vita come componente di benessere.
Serve un clima emotivo disteso, un linguaggio chiaro, semplice, positivo.
Serve la presenza dell’adulto che accompagna, ascolta e risponde, invece di lasciare che siano altri a farlo.

Perché, se non saremo noi a parlarne, lo faranno i social al nostro posto.
E lo faranno nel modo peggiore, con il rischio concreto di trasmettere messaggi violenti e profondamente distorti sull’affettività e sulla sessualità.

Affrontare questi temi a scuola non significa anticipare esperienze, ma offrire strumenti. Non significa sostituirsi alla famiglia, ma affiancarla.
Significa garantire ai bambini il diritto di crescere in un contesto che dà parole corrette alle domande che già hanno, e che avranno sempre di più.
La scuola è il luogo dell’educazione e della relazione.
E l’affettività, prima ancora della sessualità, è parte integrante del loro modo di stare al mondo. Ignorarla non la cancella: la rende solo più fragile nelle mani sbagliate.

Pedagogista Rosalba Bratta

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Un’esperienza al Teatro Petruzzelli: quando la bellezza diventa apprendimento

Quando usciamo con i ragazzi dalla scuola non è mai per caso. Ogni uscita, ogni incontro, ogni occasione che viviamo fuori dalle nostre aule nasce dal desiderio di offrire loro un’esperienza che, in qualche modo, possa servire nella vita. Crediamo profondamente che l’educazione non sia confinata tra quattro mura, ma si nutra di ciò che incontriamo: luoghi, persone, emozioni, stupore.
La scelta di portarli al Teatro Petruzzelli di Bari nasce proprio da questo.
Dalla volontà di far prendere consapevolezza ai ragazzi di avere, nel nostro territorio, uno dei teatri più belli del mondo: il quarto più grande d’Italia, un luogo che custodisce storia, arte, cultura e una bellezza capace di lasciare senza parole.
La straordinaria rappresentazione affidata al grande compositore Nicola Piovani ha reso fruibile ai ragazzi l’opera mitologica Il filo di Arianna. Una narrazione antica, cantata dagli attori e accompagnata da un’orchestra dal vivo, con scenografie di una bellezza fuori dall’ordinario.
Un intreccio di musica, voce e immagini che ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi al mito attraverso un linguaggio immediato, potente, emotivo.
Osservare i loro volti mentre si emozionavano davanti a tanta immensità è stata la conferma del perché facciamo ciò che facciamo ogni giorno.
È la ricompensa del lavoro costante che portiamo avanti nelle classi sulla bellezza in tutte le sue forme.

Pedagogista Rosalba Bratta