Quando la visione diventa realtà
Oggi la nostra scuola ha vissuto un momento di profonda gratitudine e conferma. Abbiamo avuto l’onore di ospitare Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e scrittore, che da anni si batte per un’educazione che metta al centro i bisogni autentici dei bambini e dei ragazzi.
Nel guardare i nostri spazi, nell’ascoltare il racconto delle nostre giornate e nel vedere i nostri alunni nelle rispettive classi, il dottor Pellai ha usato una parola che mi rende molto orgogliosa: visionaria.

Mi ha definita così per essere riuscita a dare vita a una realtà che va controcorrente, una scuola basata su una metodologia che rallenta per poter cogliere ed interiorizzare gli apprendimenti.
In un mondo che viaggia a velocità raddoppiata, dove anche l’infanzia rischia di essere travolta dalla fretta del “fare”, dalla performance a tutti i costi e dall’accumulo di nozioni, noi abbiamo scelto di fare un passo indietro. O forse, un passo avanti.
Mi vorrei soffermare sul significato di rallentare:
rallentare non vuol dire fare di meno ma, rispettare i tempi biologici ed emotivi di ogni bambino, perché l’apprendimento non è una catena di montaggio.
Rallentare significa dare spazio alla meraviglia, fermandosi davanti a una domanda imprevista o a un dettaglio che accende la curiosità.
Rallentare significa trasformare le informazioni in competenze vive, permettendo ai concetti di sedimentare, essere elaborati e infine interiorizzati, diventando parte integrante della persona e non solo risposte pronte per un test.
Sentire un professionista del calibro di Alberto Pellai validare la nostra visione ci dà una carica immensa. Ci conferma che la strada della cura, del tempo disteso e dell’ascolto profondo è quella giusta per crescere esseri umani sani, consapevoli e felici.
Un ringraziamento speciale va a lui e a sua moglie Barbara Tamborini per la generosità delle loro parole e a tutte le famiglie che, ogni giorno, scelgono di essere “visionarie” insieme a noi, sostenendo questo modo di fare scuola. Perché la vera rivoluzione, oggi, comincia proprio dal saper rallentare.
Pedagogista, Rosalba Bratta